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                      Scheda Libro

 

  Titolo : Le Scelte tra la mente e il Cuore

  Pagine 175

  Copertina Plastificata

  Brossura

  codice  ISBN:9788894089202

  Edizione M.A.D. Media

  Autore  Pastore : D'Avanzo Vincenzo

  Prezzo di Copertina : 13.00

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                                                                     Alcuni brani del Libro : Saggio

Indice

Ringraziamenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4

Prefazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5

Recensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6

Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13

Capitolo 1:

Desideri del cuore. Desideri della mente . . . . . . . . . . . . . . 17

Capitolo 2

Il Discernimento: Ovvero Dio la scelta giusta per me! . . . 24

Capitolo 3

Scegliere la libertà (Sentirsi liberi) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 33

Capitolo 4

Le scelte determinano il nostro destino . . . . . . . . . . . . . . . 55

Capitolo 5

La Scelta di avere un Dio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66

Capitolo 6

Come scegliere: Con il Cuore o con la Mente? . . . . . . . . . 93

Capitolo 7

Le scelte del cuore: spirito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 102

Capitolo 8

Desideri del cuore e desideri della mente . . . . . . . . . . . . . . 115

Capitolo 9

Le nostre scelte per un matrimonio

e per formare una famiglia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 135

Capitolo 10

La Scelte perfetta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 152

 

 

 

 

 

 

 

 

 

    LE SCELTE DETERMINANO IL NOSTRO DESTINO

                                              CAPITOLO 4

«Il destino non è questione della

fortuna o del caso, ma è una questione di scelte.

Non è qualcosa che va aspettato, ma piuttosto

qualcosa che deve essere raggiunto».

 

 

«…Scegliete oggi chi volete servire: o gli dèi che i vostri

padri servirono di là dal fiume o gli dèi degli Amorei, nel paese

dei quali abitate; quanto a me e alla casa mia, serviremo il

SIGNORE». Giosuè 24:15

Se siamo arrivati dove siamo adesso non è stato il frutto del

caso, ciò è successo perché abbiamo fatto delle scelte precise,

siamo il frutto delle scelte fatte nel passato. Ognuno di noi è

il prodotto di mali o di gioie passate e se qualcuno vive da ansioso,

nel futuro raccoglierà i frutti derivati dalle ansie, viceversa se

vive da beato saranno le benedizioni ad accompagnarlo.

La nostra forza si misura costantemente sulla quantità dalle

azioni di fede che rinneghiamo o che non osserviamo, per correre

poi dietro ai nostri pensieri e alle nostre credenze.

Il vero credente non si piega mai al destino già segnato, accetta

che « il vivere è in Cristo ed il morire è guadagno»

Filippesi1:22. Siamo fermi nel non accettare le idee errate, oppo

niamoci con veemenza alla falsa dottrina che afferma che c’è un

destino già scritto. Scrive l’apostolo Giacomo 3:18: «Il frutto

della giustizia si semina…». Se si semina ci sarà poi una raccolta

e dello stesso avviso è l’apostolo Paolo ai Galati 5: 7, dove

afferma: «Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché

quello che l'uomo avrà seminato, quello pure mieterà». L’uomo

raccoglie il frutto della sua semina. Le scelte fanno la parte maggiore

di questo raccolto.

Quasi tutte le nostre delusioni sono la conseguenza delle

nostre forzature, opposizioni che hanno modificato il nostro percorso

squilibrandolo, così come per le nostre conquiste siamo

riconoscenti alla nostra forza di volontà, che ci ha sostenuto a

quelle opposizioni che si sono contrapposte.

Quando parliamo di Scelte, stiamo parlando del nostro futuro:

le scelte determinano il nostro destino. La famiglia che abbiamo,

ad esempio, non è il frutto della casualità, ma è il frutto delle scelte

fatte nel passato, e questo vale anche per il lavoro, per gli

amici, per la chiesa che frequentiamo, il pastore che abbiamo

scelto, e cosi via. Per fare le nostre scelte esistono, nella sfera

umana, tre differenti modi e sono:

 

1) Affidare le scelte alla mente

 

2 ) Affidarsi al caso

 

3) Affidare le scelte al cuore

 

Visto che si tratta di scelte che determinano il nostro futuro è

di spessore rilevante il criterio al quale ci affidiamo, per porre la

nostra attenzione dove esse nascono e per ponderare e sostenere

bene quali siano le motivazioni sulle quali esse poggiano, per

capire se le nostre scelte sono state le migliori possibili. Alcuni

non esitano a gridare le proprie preferenze, i propri fini e criteri,

con esplicita dimostrazione di entusiasmo, altri, invece, saranno

più riflessivi e maggiormente arguti osservatori, altri, ancora,

saranno lenti e prudenti, ma alla fine ognuno tirerà le proprie conclusioni.

 

Le scelte della mente

«Ogni decisione della mente, o scelta

razionale, è accompagnata da

sentimenti, preferenze e

predisposizioni»

 

“Scelte Razionali “, trattasi di scelte legate alla ragione, quindi

di scelte della mente. Il termine razionalità, dal latino "ratio"

(razio, cioè ragione, motivo, senso), indica l'essere in una logica

conseguenziale e stabilita dal ragionamento. La razionalità vive

un suo conflitto perché essa è, comunque, gestita dai nostri sentimenti,

e questi derivano dalle nostre emozioni, per cui queste

cosiddette "premesse decisionali" sono il reale motivo ed il perché

di quelle scelte. Questo tipo di scelta fa, pertanto, leva sui

sentimenti.

 

                                   I sentimenti

Sentimento = “Senso di Sé”, è un termine che deriva dal latino

e significa: sentire, percepire con i sensi uno stato d'animo

ovvero una condizione cognitivo-affettiva che dura più a lungo

delle emozioni e che presenta una minore incisività rispetto alle

passioni. Lo si può collegare con un altro termine: “Desiderio”.

Attenzione, però, che il sentimento va distinto dal “sentimentalismo”,

vale a dire quel piagnucoloso ripiegamento su sé stesso

di chi si compiace della propria fragilità. Spesso succede che

l'uomo debba lottare contro i sentimenti- desideri turbolenti della

propria mente. Fra tutte le forme di “sentimento- desiderio”, sono

comunemente considerate più elevate quelle che aspirano a vette

di bellezza, che rientrano nei piaceri naturali, "ricerca del gradevole".

Il sentimento-desiderio può essere definito anche come una

tensione verso un obiettivo. In questo senso il sentimento-desiderio

ci può muovere su un percorso che ci conduce a trasformarlo

in realtà, ovvero il sentimento - desiderio può rappresentare la

forza che ci spinge a ricercare un sistema che ci conduca a passare

dalla situazione attuale in cui ci troviamo a quella fortemente

desiderata. Tale percorso passa attraverso la comprensione del perché

desideriamo-sentiamo alcune cose, poiché si afferma che “se

conosco il motivo e il perché, l’obiettivo è già parte di me”.

In realtà tutti i Sentimenti-desideri che proviamo sono già

parte di una nostra naturale propensione verso la vita e, quindi,

realizzare un desiderio ci porta a “ritrovare” ciò che è già insito

nel nostro essere. Desiderare davvero qualcosa significa conoscere

il perché di quel desiderio. Il desiderio è strettamente correlato

all’azione da compiere e all’obiettivo da raggiungere, infatti è

impensabile che esista un’azione quando manca un obiettivo, ed

è impensabile che esista un obiettivo quando manca un desiderio.

Ecco da dove partono quelle forze che si muovono per farci andare

verso le scelte della mente, in modo che possiamo trovarle

dov’erano nascoste.

 

 

Ci fideremo per le scelte che avvengono da questi processi

mentali?

Quanti e quali processi mentali potremo attraversare per giungere

ad una cosiddetta e definita condizione di scelta ottimale.

Quando le scelte si fanno con la mente c’è il rischio di scegliere

in base a stati d’animo e condizionamenti presenti nei nostri pensieri:

La lista rischia di diventare troppa lunga, anzi potrebbe andare

all’infinito, ma spero vivamente di aver reso l’idea. Ci sono poi

delle condizioni mentali che ci destabilizzano, quali le

preoccupazioni, le ansie, i progetti, le fantasie, le tante speranze

per quei progetti, e questi malesseri interiori potranno remarci

ogni giorno contro, facendo leva sulla preoccupazione di fallire,

rendendo in tal modo i nostri sforzi a nulla e finendo con il

distrarci per farci poi fare scelte non adeguate.

Ugualmente fanno quelle cose che stanno intorno a noi, vale a

dire i rumori, i colori, gli slogan, i pericoli e le attrazioni, ogni

cosa che ci può provocare distrazione, e ci saranno sempre coloro

che faranno di tutto per far sì che distogliamo la nostra attenzione,

tali cose non portano in noi nessuna edificazione, recano

invece instabilità decisionali e ci fanno regredire anziché avanzare,

portandoci alcune volte a fare scelte sotto paura.

 

Ci fideremo per le scelte che avvengono da questi processi

mentali?

Quanti e quali processi mentali potremo attraversare per giungere

ad una cosiddetta e definita condizione di scelta ottimale.

Quando le scelte si fanno con la mente c’è il rischio di scegliere

in base a stati d’animo e condizionamenti presenti nei nostri pensieri:

La lista rischia di diventare troppa lunga, anzi potrebbe andare

all’infinito, ma spero vivamente di aver reso l’idea. Ci sono poi

delle condizioni mentali che ci destabilizzano, quali le

preoccupazioni, le ansie, i progetti, le fantasie, le tante speranze

per quei progetti, e questi malesseri interiori potranno remarci

ogni giorno contro, facendo leva sulla preoccupazione di fallire,

rendendo in tal modo i nostri sforzi a nulla e finendo con il

distrarci per farci poi fare scelte non adeguate.

Ugualmente fanno quelle cose che stanno intorno a noi, vale a

dire i rumori, i colori, gli slogan, i pericoli e le attrazioni, ogni

cosa che ci può provocare distrazione, e ci saranno sempre coloro

che faranno di tutto per far sì che distogliamo la nostra attenzione,

tali cose non portano in noi nessuna edificazione, recano

invece instabilità decisionali e ci fanno regredire anziché avanzare,

portandoci alcune volte a fare scelte sotto paura.

Scelte sotto “ Ogni paura”

«L’uomo cerca la propria unita interiore,

ma il fatto che progredisca o meno lungo il suo

sentiero dipende dalla propria capacita di trattenersi dal

distorcere la realta secondo i suoi desideri». (W. J. G.)

La paura, se notate, non è presenta nella lista indicata sopra,

perché merita di essere trattata ampliamente e in maniera particolare.

Sono tante quelle scelte fatte per paura di: essere sgridati,

essere ammoniti, essere picchiati, diventare poveri, in presenza di

una minaccia, per atteggiamenti di paura da parte del coniuge, la

paura della miseria, la paura di affrontare esami clinici, esami di

scuola, o di altra natura, la paura delle persecuzioni, la paura di

sbagliare e, infine, la paura per l’ignoto.

E a proposito è la paura dell’ignoto, esso ci porta a fare scelte

diverse perché non si conoscono bene le alternative. Ogni paura

presente nella nostra area necessita, anzi, bisogna proprio che noi

la rimuoviamo subito, bisogna affrontare ogni paura, per cui non

rimandiamo oltre, affrontiamola!

La paura nata dalla gelosia è diffidenza evitiamo la paura di

dipendere, lasciarci andare e venire traditi.

Bisogna imparare ad affrontare quei fallimenti da scelte derivate

dalle paure. Quando non si proverà più paura saremo ben stimati

anche dagli altri. La madre delle paura è l’ignoranza, quando

le cose vengono alla luce sparisce la paura. L'unica cosa di cui

dobbiamo avere paura è la paura stessa.

La Bibbia ci viene in soccorso in questo, quando afferma che

l’amore caccia via ogni paura: «Nell'amore non c'è paura; anzi,

l'amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un

castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell'amore». 1°

Giovanni 4:18.

La paura è una cosa indefinibile, un'emozione ingannevole e

molto insidiosa che può causare distruzione e devastazione interiormente,

annullandoci come persona, e se le si permette di crescere,

essa prende il sopravvento su di noi e le scelte poi fatte per

paura faranno danni, anzi si riveleranno molto più dannose dalla

paura stessa.

Quando non teniamo conto che certe scelte che poi noi faremo

o che saremo costretti a fare, le facciamo solo per paura, esse ci

porteranno poi a deprimerci, in quando ci sentiremo annullati

nella persona e privati della nostra volontà libera.

Affidarsi al caso le scelte casuale

«A ogni essere umano è stata donata una

grande virtù: la capacità di scegliere.

Chi non la utilizza, la trasforma in una

maledizione e altri sceglieranno per lui».

(Paulo Coelho)

Il Bene e il male

L’uomo ha ricevuto da Dio la capacità di scegliere tra il bene

e il male senza dover ricorrere agli aiuti esterni, ma chiedendo a

Dio di illuminare la sua ragione. Esistono tre differenti modelli o

gruppi di persone in questo mondo: nel primo gruppo ci sono

quelli che hanno scelto di far succedere le cose, quelli che se

dicono sia è davvero sia, in una parola sono i decisi! Questi li

possiamo considerare e definire “I Protagonisti” del loro destino.

Poi c’è un secondo gruppo di persone, e sono quelli che scelgono

di guardare come spettatori quelle persone del primo gruppo,

che hanno scelto di far accadere le cose, e piuttosto che imitarli

non solo non fanno alcuna scelta, ma aspettano come andrà

a finire non limitandosi ad essere solo spettatori, perché giudicano

gli eventi con giudizi puramente inadeguati e inappropriati.

Quelli del secondo gruppo possiamo definirli “Gli Spettatori”

del loro destino.

- 62

E poi c’è un terzo gruppo di persone con una tipologia diversa

dalle altre due: sono quelli che per scelta osservano il mondo

e poi si chiedono che cosa è successo. In questo terzo gruppo

abbiamo, pertanto, “Gli Indifferenti.” del loro destino.

Noi tutti abbiamo una scelta da fare, anche il non scegliere è

una scelta fatta. Ora possiamo decidere quale tipo di persona

vogliamo essere. «Per quando riguarda me e le mie scelte: ho

sempre scelto di stare nel primo gruppo».

Il pigro aspetta che sia il caso a muovere per lui

Quando vale poco la parola “decidere” per il pigro… considerato

che “il poter scegliere” ed il muoversi impegna molto, anzi

egli spera molto di poter vedere che una scelta ha radicalmente

portato una soluzione differente. Ciò ovviamente non costituisce

la certezza di una ricchezza, perché quella la devi cercare prima

e poi conquistarla, altrimenti sarà una chimera che si scontra con

la miseria nell’uomo e con la sua “pigrizia”. Se scegli di fare…

fai, se ti attivi … attivati.. e vedrai il frutto di quelle scelte…

La Bibbia ci da molte indicazioni su come combattere la pigrizia,

affinché non vi sia alcun credente pigro: «Proverbi 6: 6 Va’,

pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio!»

Invita, pertanto, a vedere il lavoro delle formiche per acquisire

saggezza, il modello che la Bibbia ci mostra è forte e deciso.

L’uomo è tanto più saggio di una formica, anzi la deve dominare

secondo le leggi di Dio che ha stabilito che l’uomo ha il

potere su tutto il creato di Dio, eppure la scelta di essere svogliato

lo riduce a guardare un insetto che basterebbe un piede per

schiacciarlo il quale è molto capace di istruirci per farci uscire

dalla nostra zona di comfort e farci realizzare le promesse di Dio.

                                            - 63 -

Impaginato Mente Cuore_30_05_Layout 1 01/06/15 20:09 Page 63

O quanto il “saggio uomo “ limita molto le sue scelte! La sua

libertà di scelta non rappresenta più la sua grandezza, ma il suo

permanente dramma. Infatti egli si trova sempre di fronte all’alternativa

di una “possibilità che sí ” e di una “possibilità che no”,

senza possedere alcun criterio di scelta. E brancola nel buio, in

una posizione instabile, nella permanente indecisione, senza riuscire

ad orientare la propria vita, intenzionalmente, in un senso o

nell’altro.

Aspettando un evento o una casuale sorta fortuita

Il caso per tanti fattori specifici non esiste, il caso è solo

improbabile. Il principio di improbabilità a cui ricorre chi crede

nel caso è in realtà una collezione di leggi non solo statistiche, ma

anche cognitive e psicologiche. Vediamo da vicino alcune di queste:

«Le principali sono la legge dell’inevitabilità, la legge dei

grandi numeri, la legge della selezione, la legge delle probabilità,

ed infine quella della prossimità sufficiente».

Ognuna di queste leggi spiega quello che noi definiamo coincidenze.

Queste leggi sono state create da Dio, l’uomo non crea

nulla e nulla distrugge ma trasforma le cose con le leggi che Dio

ha emanate. Se aspettiamo che la coincidenza o la casualità scelga

per noi, allora dovremo aspettare che facciamo parte degli

eventi dei grandi numeri.

(NB: Spiegare tutte queste leggi ci porterebbe fuori tema,

magari in un prossimo libro vedremo di trattare tutte queste leggi

di Dio).

Tutti noi immaginiamo che gli artefici del nostro destino possono

essere altri, oppure cose o altri fattori, come Dio, ad esempio,

che è capace di determinare il corso delle nostre vite, ma

siamo noi a decidere la nostra ascesa e la nostra caduta, rendia-

- 64 -

 

 

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